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NEW DELHI - JODPHUR
INDIA
Periodo: Gennaio 2002
Viaggio di: max.recchio
Viaggi di max.recchio
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NEW/OLD DEHLI
Arrivo a New Dehli con un'ora di ritardo, prendo il bus scassatissimo che mi conduce in centro: mi scaricano vicino al quartiere del bazar (uno dei tanti) e dopo un breve giro in rickshaw trovo l'albergo raccomandato da Lonely Planet: dopo un primo sonnellino, tuffo nel bazar e primo contatto con l'India, le sue mucche e il suo concetto particolare della pulizia e dell'ordine. Lungo la strada mangio qualche cosa ed osservo il traffico infernale: Degno di Bangkok ma con in più la componente clacson che in modo continuo suonano specialmente a rickshaw e bici : passo all'ufficio Aeroflot per onfermare il volo di ritorno (così non dovrò pensarci più) e aiuto un italiano imbranato ed un tantinino stupido a sbrigare la stessa pratica.

tornato nel Bazar poi vado a visionare il sitar in un negozio e combino 1300 con anticipo di 200 e ritiro al rientro dal viaggio in Rajastan. Rientro in hotel stanco, soddisfatto e poi alla stazione per prenotare il treno per la notte seguente, direzione Jodphur: prezzo del biglietto 240 rupie, con precedente tentativo di sviarmi in agenzia privata (furbetti questi indiani).

Sveglia di buon mattino doccia ed inizio i 6 chilometri che mi dividono da Old Dehli ed ho l'occasione di osservare con calma l'India della vecchia città: passeggio per lunghi viali e noto che metà popolazione è venditrice di qualche cosa, per sbarcare il lunario, sperando che l'altra metà acquisti qualche cosa: poi capito nel mercato del bestiame e qui sono bloccato dal casino: fortunatamente la violenza ed il furto non sono parte della civiltà indiana, fossimo stati altrove avrei trovato uno zaino alleggerito in men che non si dica! facendomi largo tra la marea di folla guadagno la strada per la moschea, immensa oasi refrigerante: Dopo un meritato sonnellino ed altre caccie di affari nei bazar mi dirigo in stazione. Il treno per Jodphur parte puntuale alle ore 21 e durante il viaggio ci assale un freddo tanto gelido quanto improvviso...e dire che guardavo con una certa sorpresa le persone alla stazione che piegavano coperte nelle loro valigie/borse prima di salire sul treno.



JODPHUR
Arriviamo a Jodphur con l'ora di ritardo canonica e trovo un bel alberghetto vicino ala stazione fronte Post Office. Faccio il sonnellino (canonico anche questo) e poi in giro a zonzo, prenoto il bus per Jasalmer nel deserto e mi incammino verso il forte locale (che trovo essere il più bello in assoluto tra i numerosi visti). Ritornato in città vado verso il suk, ceno e ritorno in albergo ove in terrazza leggo la guida per pianificare i giorni successivi.


JAISALMER
Nel viaggio in bus verso Jaisalmer rimedio come compagno di viaggio un americano di Seattle, in viaggio da un anno per il mondo: un figo che mi spiega un sacco di cose! Il posto è magnifico, una città costruita all'interno di un forte e rimango incantato dalla città in mezzo al deserto. La situazione igienica è sempre peggiore, raccolgono tutte le immondizie in un punto di una piazza e le portano via il giorno seguente lasciandole maleodoranti per parecchio tempo: vedo una presenza assidua di camionette dell'esercito segno che il Pakistan nemico è vicino.
Nel pomeriggio partecipo al safari che parte alle ore 13 su una jeep guidata dal fratello del proprietario dell'hotel: sosta per vedere una specie di tomba dei tempi che furono, poi un villaggio di nomadi, poi sul cammello per un paio di ore e ritorno verso sera con uno strano magone che mi ammutolisce. Cena in tono minore poi a letto.
Il giorno dopo visito i magnifici haveli, costruzioni di pietra intarsiata, che evocano un passato radioso di questa località situata sulla via della seta, poi soppiantata dalle vie di mare con il porto di Bombay.



JAIPHUR/AGRA/FATEPURSIKRI

Vado verso il centro per cercare la tanto decantata casa con le 1000 finestre: il centro è lontano ma io non demordo e cammino dentro ai miei pantaloni indiani larghi e comodi: raggiungo il centro congestionato dal traffico e finalmente vedo il monumento che è imponente e vale da solo la pena di una visita alla città che poi è anche la capitale del Rajstan.
Il viaggio in bus per Agra è stranamente tranquillo, per la festività dei colori che segna la fine dell'inverno: arriviamo ad Agra verso le ore 13 e vengo avvicinato da un autista di rickshaw anziano (e quindi affidabile) e lo seguo mi porta in un bell'alberghetto ove mi accordo facilmente per 100 rupie a notte poi su consiglio dell'autista doccia veloce e via verso il Taj Mahal...ma esco decisamente deluso: mi concedo un lusso, cena al ristorante seduto e con tanto di chapati, pepsi e verdure varie per strada.

E' festa e la tradizione vuole che tutti i ragazzi si gettino addosso e gettino ai passanti acqua colorata, ed ora capisco perché nei giorni che precedevano c'era una vendita enorme e frenetica di quei fuciletti ad acqua che tanto vengono usati da noi dai ragazzi d'estate per farsi i gavettoni.
Sull'autobus per fatepursikri l'autista sikh e' particolarmente calmo e prudente ed il viaggio di circa un'ora scorre liscio: arrivato nella località trovo la guida imbonitrice per la moschea e la spiegazione è completa ed esaustiva, poi mi avvio verso il palazzo reale e contento anzi contentissimo di avere visto qualche cosa di magnifico me ne ritorno al bus pranzando come al solito.


BENARES
Arrivo dopo aver fatto un viaggio abbastanza comodo a BENARES nel tardo pomeriggio: eccomi dunque a Benares, la città magica, la città spirituale, la città tanto decantata. il giorno seguente girovago un pò vado su e giù per i ghat.
La cosa che mi sorprende di più è la festa che accompagna la cerimonia di cremazione: intorno ci sono parecchi turisti, la maggior parte su barche turistiche ed altri, a piedi.
Mi danno appuntamento per la sera perché ci sarà una sessione di sitar e tamla; girovago un po' e finisco in un mercato ove vengono battute grandi quantità di sete, ne ammiro i colori ed alla fine acquisto una stola di broccato di seta MAGNIFICA.
Ritorno in hotel che davanti all'ingresso ha un piccolo spazio che due belle e grasse mucche hanno eletto come loro dormitorio...d'altronde è o non è un albergo l'edificio che sta davanti?

Ultimo giorno prima della partenza, vado in stazione per controllare la lista d'attesa ma nessuno mi sa dire niente e sinceramente credo che questo sia stato uno dei pochi momenti di disservizio che ho trovato in questa mia vacanza con annesso dramma per cambiar denaro perlaltro a tasso sfavorevole, poi in albergo a preparare le mie ultime cose; schiaccio un sonnellino nell'androne entrando così nella tipica vita indiana e per fare due passi mi dirigo verso il tempio delle scimmie, ma nel tragitto un mercante riesce a farmi entrare nel suoi negozio chiaccherando del più e del meno e con l'aiuto di qualche dollaro riesco a fare buoni affari; terminati gli acquisti mi dirigo alla stazione per prendere il Poorva Express per Delhi: il treno è più in ritardo del solito e preannuncia la parte di viaggio in treno peggiore che ho affrontato sino ad ora. Il posto a sedere ovviamente non c'è, ma neanche in piedi e sono stipato come una sardina: una otte d'inferno!

RITORNO:
Finalmente verso mattino caracollando come un deportato rimedio una cuccetta e prendo sonno come un sasso: mi sveglio verso le ore 11 ma ancora sono distante da Delhi ed inizio un fitto chiaccherio con alcuni indiani che arrivano da Calcutta reduci da un matrimonio (300 invitati per due giorni e via dicendo) da cui si evince la sacralità dell'istituto matrimonio in questo paese. Ritorno all'albergo, preparazione bagaglio, ultimo giretto per il bazar di Delhi e via in partenza per l'aeroporto.
Prima di arrivare al terminal Air India mi fermo a prelevare il sitar tanto agognato e scopro che me lo hanno messo in un sacco di protezione, chiacchero tantissimo con i venditori (sono molto simpatici ed anche onesti) poi uno di loro mi accompagna fino al bus; alle ore 21 circa salgo sul bus e finalmente verso mezzanotte dopo aver passato controlli su controlli mi imbarco per Mosca.

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